L’accettazione della morte

Questa mattina, uscendo per accompagnare il mio bambino all’asilo, ho trovato l’ambulanza davanti casa. Era lì per soccorrere un mio vicino anziano che era caduto nella sua abitazione.

L’ho incontrato proprio ieri, davanti al portone, che non riusciva ad aprire, ad infilare la chiave e ho notato che era stralunato. Ho offerto il mio aiuto ma si è rifiutato, come suo solito. Ogni volta che c’è un confronto con lui dice sempre che tanto per lui è già pronta una nuova casa di legno (intendendo la sua bara).

Ecco ci sono persone che sono già pronte, sanno, accettano e non chiedono aiuto. Quando sarà sarà.

La scorsa settimana è morto il nonno del mio compagno, anche lui molto anziano. Era pronto. Dopo gli ultimi mesi di “sbarellamenti” mentali e fisici, negli ultimi dieci giorni stava meglio, ha messo a posto le sue cose, si è goduto la raccolta delle olive della sua terra partecipando attivamente ed il giorno dopo il suo novantaquattresimo compleanno, che ha festeggiato con tutti i figli e parenti stretti, se ne è andato.

Anche mio papà nell’ultimo mese ha avuto il suo sprint in controtendenza. Da sempre con squilibri mentali ed in continua ricerca di pace dai suoi tormenti interiori, ha passato un periodo di tranquillità, serenità, accettazione. Aveva da poco compiuto sessantanove anni e ha sempre detto che non voleva sentirsi vecchio e così è morto giovane. Ora è nella PACE COMPLETA CHE MERITA.

Il tema della morte è sempre molto fastidioso, smuove tutte le nostre cellule, programmate biologicamente alla vita. Ma quando il jing, quello che in Medicina Tradizionale Cinese è definito come la nostra forza vitale, si esaurisce arriva il momento del passaggio.

Un passaggio che personalmente vivo come un grande MISTERO: appena muore una persona cara si entra magicamente in una sorta di BOLLA ATTRATTIVA, dove tutto viene catalizzato dal defunto fino alla cerimonia di saluto e sepoltura.
In quella bolla il senso di famiglia si riscopre fortissimo.

Ancora sento spesso INCREDULITA’, INCOMPRENSIONE, come se le mie sinapsi non facessero contatto e non mi permettessero di concepire come sia possibile che una persona oggi c’è e domani non c’è più. Sono passati quasi due anni dalla morte di mio papà ed ancora mi sento incredula.

Ad ogni modo quando penso a lui sento solo AMORE. TANTO AMORE E TENEREZZA.
Inizialmente si è presentato come un dolore, un dolore fisico. Il dolore è amore condensato, immobilizzato. Per lungo tempo ho avuto il diaframma bloccato, con bisogno di aria, agitazione, iperfragilità.
Tutto questo è umano. E’ la forza vitale in contrapposizione alla morte.

Ho perdonato ciò che in lui mi aveva turbato in vita, parecchio.
Sono consapevole che i miei disagi, che ogni tanto si manifestano con prepotenza, come ansia e panico, sono legati al vissuto di questa genitorialità paterna squilibrata.
Ma so anche che quel vissuto ha sviluppato in me una sensibilità altissima, in grado di percepire e di relazionarmi con gli altri in un modo unico, il mio.
Certo, quando questa sensibilità prende il sopravvento non è facile e preferirei alla grande avere i miei recettori ben chiusi e spenti. Ma è così.
E solo così posso fare bene il mio lavoro di consulente per la salute. Conosco, comprendo, sento i dolori umani che stanno dietro e dentro ad un sintomo.
Durante una consulenza spesso accade il manifestarsi di quel pianto improvviso, liberatorio, utile alla guarigione. Ed è quello il momento in cui sento di aver fatto “click”, di aver girato la chiave nella porta giusta e la persona è pronta per trasformare le sue ferite, tutte le sue ferite, fisiche ed emotive.

Ecco mi è arrivato tutto questo oggi, 31 ottobre, alla vigilia delle nostre tradizionali giornate dedicate al ricordo dei nostri cari scomparsi.
Che poi scomparsi non sono… mio papà è sempre con me, lo sento (ma devo ammettere che mi manca tanto la sua voce).

Onoriamo i nostri morti, lasciamo andare quello che non ci è piaciuto di loro, perdoniamoli e perdoniamoci per ciò che pensiamo di non aver fatto abbastanza. Ringraziamo per tutto quello che la relazione con loro ci ha donato.
E benediciamo il nuovo che arriva…

P.s. con questo articolo voglio onorare ogni tipo di morte. Tanto rispetto e silenzio per quelle più tragiche, improvvise e difficilmente accettabili.
Io ho chiesto aiuto a professionisti competenti nel vivere il mio lutto.
Se stai attraversando con difficoltà questo momento contattami e saprò consigliarti le possibili strade di sostegno.
Un grosso abbraccio di conforto.

La Notte Non Fa Paura

Libro Americano dei Morti

Comunicare Oltre la Morte

 

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