I periodi di mezzo e il vuoto fertile

Il mio ultimo articolo In trasformazione annunciava un rinnovamento grafico (tra qualche giorno ti mostrerò il mio nuovo logo) ed invece ha rappresentato il preludio di un grande cambiamento personale e professionale.  Ho maturato la scelta di dedicarmi interamente alla mia professione di naturopata, prendendo la decisione, per me difficile, di lasciare il posto fisso presso un’azienda che in tutti questi anni ho amato, stimato, che mi ha fatto crescere in tanti aspetti personali. Ora che il passo decisivo è stato fatto mi sento in sospensione.
Anche tu avrai sicuramente passato almeno una volta nella vita un periodo di mezzo, un periodo in cui hai attraversato tunnel e caverne per arrivare a scelte che hanno portato importanti cambiamenti per la tua vita.

Una fase di passaggio, il periodo di mezzo, tra la vecchia strada da alcuni chiamata “zona di comfort” (o quella che si credeva tale, che offriva la sicurezza delle abitudini e delle routine) ad un nuovo modo di vivere, per una nuova casa, una nuova città, una nuova relazione, un nuovo lavoro.
La mia cara amica Luana Serafino Psicoterapeuta Gestalt mi ha parlato di “vuoto fertile”, quel vuoto nel quale si sta con quel che c’è, e nulla di più, ascoltando profondamente le emozioni che ci attraversano. Un “vuoto” che porta, nel mio caso,  ad elaborare quanto lasciato e quanto vissuto: il dolore e la tristezza ma anche l’arricchimento, le esperienze, le relazioni costruite, l’amore, la gratitudine e la riconoscenza per quello che è stato. Il vuoto fertile trattiene in sé anche l’amore per quello che potrà essere, l’ebrezza del senso di liberazione, l’eccitazione per il nuovo alternate a tanta paura. L’esperienza di questo vuoto ti conduce a sperimentare fino in fondo la propria confusione, e non si può far altro che stare lì ad osservare, fiduciosi e in contatto con il proprio mondo interno.

realizzare il sogno

Questo concetto coglie il senso del processo di evoluzione insito in ognuno di noi, della impermanenza delle cose, per cui tutto passa e tutto si trasforma. E’ quello che in Medicina Tradizionale Cinese viene espresso con il simbolo del Tao, il susseguirsi di yin e yang, di buio e luce, di continuo movimento. E tutto questo richiede ogni volta un abbandono dei punti di sicurezza, degli orizzonti conosciuti e invita un attraversamento del vuoto.

In me, questo passaggio tra la sicurezza di un posto fisso e l’incertezza della libera professione, sta avvenendo anche in un periodo dell’anno che mi ha sempre creato una certa impazienza: siamo verso la fine dell’estate, un periodo di fermo generale di molte attività. In questo momento la mia abituale impazienza la sento molto più forte. Mentre prendo a braccetto le mie paure, ho tanta voglia di ripartire, sento l’entusiasmo delle nuove idee, dei progetti, dei movimenti che sono lì pronti ad avviarsi.
Cosa attendo? Ad esempio la riapertura dell’asilo per avere tempo da dedicare alla professione, la ripresa dei corsi di pilates per rianimare il mio corpo, che in questa fase è molto “impoltronito”, di eventuali nuovi corsi per divertirmi un po’ (ballo, canto e chissà), ma soprattutto l’avvio delle mie attività, consulenze, trattamenti, seminari e tanto altro. Energia nuova scorre tra mente cuore e mani. Paura e fiducia si alternano in una danza vorticosa.

Tutto ora è in pausa. Concedersi di stare nel vuoto è una sfida, ci vuole coraggio.

Come sto vivendo questo periodo di passaggio? Quando mi dicono “Approfitta per chiederti cosa ti può far piacere e di cosa hai davvero bisogno; prendi il tuo tempo, prova a stare con ciò che c’è, accettalo solo allora non avrai più paura del vuoto.” … io mando al diavolo tutti i guru e mi agito.

E allora, nel continuo conflitto tra l’attesa, il nulla e lo stare nel passaggio e la spingente voglia di vedersi già catapultati nella nuova realtà che si desidera e si vede davanti ai propri occhi, che fare?

Impegnata con assoluta priorità a vivere le mie giornate con il mio fantastico bimbo, tra un volo di superman, un giro sulle piste di legno, bolle di sapone, scivoli e altalene, nascondino e didò, mi dedico alle migliori attività da fare in questa fase di mezzo (alcune suggeritemi dalle mie “consulenti private”…sì anche io ne ho):

DECLUTTERING: buttare via il superfluo in casa e fare spazio al nuovo. Questa pratica dona senso di leggerezza e permette di fare entrare nuova energia, fisica e mentale. Ho già buttato via dieci paia di vecchie scarpe, due buste di giochi, alimenti a lunga conservazione ma ormai scaduti, vecchi trucchi e creme, documenti e file non più utili.

“Quando hai confusione dentro di te fai ordine attorno a te”

MEDITAZIONE: era da tanto che non la praticavo. Con un bimbo che si sveglia prima di me e spesso mi addormenta lui la sera non è facile trovare il momento per farlo; ma quando è disponibile mi siedo a gambe incrociate sul mio cuscino e cerco di portare la concentrazione al cuore, alla respirazione, all’accettare ciò che avviene nel qui e ora. Il silenzio e le varie forme di meditazione sono il giardino dove cresce bene il vuoto fertile, che ha per sua natura la forza di fecondare nuova creatività.

SCRIVERE: significa riportare su carta tutte le parole che si vorrebbero dire, tutte le emozioni provate, belle e brutte, in modo libero, disinibito, tanto nessuno lo leggerà mai, ma è utile a prenderne consapevolezza, a trasferirle da dentro a fuori, e così a lasciarle andare. I fogli poi vanno strappati in tante parti e buttati o bruciati. E’ molto liberatorio. Provare per credere.

OLI ESSENZIALI: l’ho detto, non è facile stare in questo passaggio e allora in questi giorni ho scelto di mettere in diffusione olio essenziale di maggiorana, per calmare i momenti di tensione, ansia e tristezza per ciò che si è lasciato, e olio essenziale di pompelmo per stimolare l’autostima e la coscienza del proprio valore, ottimo al mattino quando ci si sente depressi e giù di morale perché trasmette voglia di vivere, leggerezza e benessere.

FIORI DI BACH (i miei accompagnatori da anni): Walnut per il cambiamento, Rock rose e Mimulus per le paure, Cerato per le insicurezze che inevitabilmente si mostrano a giorni alterni, Holly per la frustrazione, White chestnut per calmare la mente.

RESPIRAZIONE: cinque/dieci minuti di respirazione circolare per nutrire l’energia del polmone colpito dalla tristezza di ciò che si lascia e rialzarsi con più leggerezza.

Leggerezza l’ho scritto? 😛

BAGNI DERIVATIVI: è una delle mie pratiche preferite che consiglio sempre ai miei clienti. Molto in sintesi (ma ne parlerò più approfonditamente nei prossimi mesi) si tratta di bagnare con acqua molto fredda la zona pelvica per una decina di minuti. In questo modo le tossine (soprattutto emotive) derivano ai linfonodi di questa area facilitando la detossificazione ed il rilassamento.

CRISTALLO DI ACQUAMARINA: possiede un enorme potere di auto-guarigione, calmante, lenitivo ed esalta la fiducia in se stessi. Indossare al collo una pietra di acquamarina incoraggia il lato sensibile della personalità, aiuta ad allontanare le illusioni dalla nostra vita, promuovendo la verità e la lealtà. Ha il potere di portare chiarezza nelle situazioni dubbie, favorendo sempre la comunicazione come mezzo per esprimere i propri sentimenti e pensieri senza collera e rabbia, infatti attiva il chakra della Gola. Chi soffre di paure e fobie potrà trovare nell’acquamarina un valido alleato, tiene lontani i pensieri devastanti donando ottimismo e autostima.

E nei momenti in cui prende il via la creatività da questo vuoto fertile…

PROGRAMMAZIONE: per me è sicuramente già l’espressione della creatività che sta nascendo dal Vuoto Fertile. E’ sì, è più forte di me. L’incontenibile bisogno di pianificare quello che potranno essere le nuove attività delle prossime settimane, quando tutto, finalmente, ritornerà in movimento. Ho già redatto il piano editoriale del blog ed il piano professionale con eventi, formazione ed altro, per i prossimi tre quattro mesi. Avrò esagerato?

E tu come hai vissuto o come vivi i tuoi periodi di mezzo?

Tutto questo è La Cura del Tempo

Lucia

 

 



 

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